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Visualizza Versione Completa : SBK-Imola-GP Italia-12/13/14 maggio 2017



MAV72
12-05-17, 11:16
Programmazione Superbike Imola – Sabato 13 maggio
Italia 2
8:40: Superbike - Prove Libere 3 (inizio 8:45)
9:20: Supersport - Prove Libere 3
9:45: STK1000 - Prove Libere 3
10:15: Superbike - Qualifiche Superpole (inizio SP1 alle 10:30; SP2 alle 10:55)
11:30: WorldSSP300 - Qualifiche (SP1 alle 11:30; SP2 alle 11:55)
12:40: Superbike - Gara-1 (partenza ore 13:00)
14:00: Supersport - Qualifiche (SP1 alle 14:00; SP2 alle 14:25)
15:00: STK1000 – Qualifiche
Italia 1/HD
12:40: Superbike - Gara-1 (partenza ore 13:00)

Eurosport
22:00: Superbike - Gara-1 (differita)
Eurosport 2
12:30: Superbike - Qualifiche (differita)
13:00: Superbike - Gara-1
01:00: Superbike - Gara-1 (differita)


Programmazione Superbike Imola – Domenica 14 maggio
Italia 2
8:55: Supersport - Warm-Up (inizio ore 9:00)
9:30: Superbike - Warm-Up
10:00: STK1000 - Warm Up
11:20: Supersport - Gara (partenza ore 11:30)
12:40: Superbike - Gara-2 (partenza ore 13:00)
14:10: WorldSSP300 - Gara (partenza ore 14:20)
15:15: STK1000 - Gara
Italia 1/HD
12:40: Superbike Gara-2 (partenza ore 13:00)

Eurosport
7:30 Superbike - Gara-1 (differita)
10:30 Superbike - Gara-1 (differita)
20:30 Superbike - Gara-2 (differita)
Eurosport 2
11:30: Supersport - Gara
12:15: Superbike - Gara-1 (differita)
13:00: Superbike - Gara-2
14:15: Superbike - Gara-2 (sintesi)
16:45: Superbike - Gara-1 (differita)
17:15: Superbike - Gara-2 (differita)
21:15: Superbike - Gara-2 (sintesi)

MAV72
12-05-17, 11:18
L’aveva detto: “A Imola la Kawasaki sarà più competitiva rispetto al 2016”. Johnny Rea non ha voluto perdere tempo e già in FP1, disputata sotto un sole quasi estivo, mandando un segnale ben chiaro. È proprio il nordirlandese il più veloce nel turno inaugurale del mattino, tanto da bloccare il cronometro sul tempo di 1’47”023. Si gira circa un secondo e mezzo più lenti in confronto al crono che regalò un anno fa la Superpole a Davies.
La Ducati del gallese insegue col secondo tempo a poco più di due decimi di distacco (+0.256). Stesso gap al millesimi accusato da Tom Sykes, attualmente alle spalle del compagno nella classifica iridata. Nei primi quattro posti anche la Panigale di Marco Melandri, a soli 81 millesimi dalla coppia Davies-Sykes. I portacolori Ducati e Kawasaki fanno già discorso a parte, perché dalla quarta piazza a seguire inizia a salire il divario.
È il caso di Xavi Forés. Nonostante una caduta senza conseguenze, lo spagnolo incassa circa un secondo dalla vetta (+0.971), precedendo un sorprendente Leon Camier con la MV Agusta (+1.105). Un segnale da non sottovalutare per il britannico. Turno in salita anche per le Yamaha, soltanto settimo van der Mark (+1.242), addirittura undicesimo Alex Lowes (+1.541).


Nella top si inserisce allora la BMW di Jordi Torres (+1.311), che precede con l’ottavo crono l’Aprilia di Eugenen Laverty. Decimo invece Nicky Hayden (+1.518). Non cambia la musica per l’americano, vittima di una caduta alla prima variante e chiamato a fare i conti con un gap di un secondo e mezzo dalla leadership.
Per quanto riguarda i nostri portacolori, sessione amara per Savadori, addirittura diciassettesimo, seguito da De Angelis e De Rosa. Sedicesimo Riccardo Russo.
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Denis
12-05-17, 15:04
Speriamo in una vittoria in casa :italia:

MAV72
12-05-17, 15:30
SS600La Supersport sbarca in Italia con Lucas Mahias come capoclassifica, e già dal primo turno di prove la lotta per la gara di domenica si preannuncia infuocata, con tre marche diverse a sfidarsi. A svettare nelle FP1 è uno dei tanti padroni di casa di Imola, ovvero Federico Caricasulo, capace negli ultimi minuti di sessione di trovare il crono di 1’52”103. Il pilota Yamaha ha scalzato dalla testa del gruppo la Honda di Jules Cluzel, distante però soli 92 millesimi, mentre in terza posizione troviamo la Kawasaki numero 1 di Kenan Sofuoglu (+0.140). Questi tre piloti sono stati coloro che si sono scambiati la prima posizione per tutto il turno, candidandosi dunque già oggi per un posto sul podio.

Quarta piazza per l’altra Yamaha ufficiale di Lucas Mahias a 169 millesimi da Caricasulo, seguito dal sudafricano Sheridan Morais sempre su Yamaha. In sesta posizione ma già con un distacco di mezzo secondo troviamo PJ Jacobsen e la sua MV, che precede Christian Gamarino e Kyle Smith. Chiudono invece la top ten le due MV di Alessandro Zaccone Roberto Rolfo, con quest’ultimo ad essere il primo pilota con un distacco superiore al secondo dalla vetta.

Primo turno non particolarmente positivo per Michael Canducci, 15° davanti al compagno Kyle Ryde, mentre in 18° piazza si colloca il rientrante Alex Baldolini, ancora non al 100% dal punto di vista fisico. Restando sui piloti tricolore, Jacopo Cretato e la sua GSX-R sono 26°, mentre Corradi è 31°. Non qualificato invece in questo turno Davide Pizzoli, alle prese con noie tecniche.
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STK1000


La vittoria di Assen non è stato un caso, e Toprak Razgatlioglu lo vuole dimostrare già a Imola. Dopo le prime due sessioni di prove sul tracciato italiano è infatti il pilota turco il più veloce, grazie al tempo di 1’49”887 ottenuto nella sessione del pomeriggio, quella in cui tutti (ad eccezione di Tamburini) hanno migliorato il proprio tempo rispetto a quella mattutina.
Alle spalle del numero 54 troviamo in grande spolvero Federico Sandi, che porta la sua BMW privata a soli 59 millesimi dalla vetta, precedendo Roberto Tamburini, terzo a tre decimi. Quarta piazza per l’altro pilota Pata Yamaha Florian Marino, seguito da un lungo trenino di italiani formato dal capoclassifica Michael Rinaldi, Luca Marconi, la wild card romagnola Matteo Ferrari (primo pilota ad incassare più di un secondo di distacco) e Luca Vitali su una delle due Aprila in pista. Nona posizione per Mike Jones, in netto miglioramento dopo le difficoltà avute su questo tracciato nel round del CIV affrontato poche settimane fa, seguito dalla Kawasaki di Jeremy Guarnoni che chiude la top ten.

Leggermente attardato il cileno Scheib sulla seconda Aprilia in pista, 14° davanti a Kevin Calia, mentre gli altri italiani nei primi venti sono Bernardi (19°) e Manfredi (20°). Alle spalle di quest’ultimo troviamo il suo compagno Alessandro Nocco, il quale precede Moser ed altri due italiani, ovvero Cecchini e Sanchioni. In difficoltà apparente Andrea Tucci soltanto 28°, mentre chiude la lista di italiani Emanuele Pusceddu, 31° e penultimo con la neonata Suzuki.
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MAV72
12-05-17, 16:25
SBK, FP2È la pista di casa e Chaz Davies non se la sente di tradire la fiducia del pubblico in rosso. Dopo il secondo crono della mattinata, il gallese suona la carica nella FP2 del pomeriggio, mettendo tutti in riga grazie al tempo di 1’46”229, un secondo meglio in confronto alla sessione precedente. La Panigale manda quindi un segnale ben chiaro alla concorrenza.

Alle spalle del portacolori Aruba c’è il solito Johnny Rea. Il nordirlandese è sempre lì, attaccato alla vetta. Accusa oltre quattro decimi dal rivale (+0.465), ma poco importa, perché il Cannibale ha già fatto vedere di avere un passo per puntare al gradino più alto del podio. Insomma, il venerdì di Imola ha gi lasciato l’indizio di un testa a testa per il sabato tra i due sfidanti di sempre.

Non scordiamoci poi di Tom Sykes (+0.896), autore del quarto crono a quattro decimi dalla vetta, seguito da Marco Melandri (+0.962). Un pomeriggio tutt’altro che semplice per il ravennate, costretto a fare in conti con un distacco dal compagno che arriva a sfiorare il secondo. Bisogna invertire la rotta il prima possibile.
Nella FP2 Xavi Forés ha fatto capire che c’è bisogno ancora un po’ di tempo per prendere la giusta confidenza con il tracciato tricolore. Lo spagnolo è finito a terra per la seconda volta dopo la mattina, con tanto di bandiera rossa esposta. Nulla di grave per lui, rientrato in pista e autore poi del quinto corno, promo come nel turno inaugurale (+1.633). Precede la Yamaha di Lowes (+1.866), più staccata invece la R1 di van der Mark, che non è riuscito a migliorare il crono del mattino. Stesso discorso per Torres e Hayden.
Che amarezza vedere lo statunitense alle prese con le difficoltà della sua Honda,ben lontana da quelle che erano le aspettative. L’americano chiude il pomeriggio con il tredicesimo tempo (+2.580), preceduto da Bradl. Il gap supera i due secondi. Non va meglio ad Aprilia, Laverty cade e si consola col nono crono, Savadori è addirittura diciannovesimo. Per la RSV4 la strada è tutta in salita. Va meglio a Tati Mercado, ottavo a fine giornata.

Max.
13-05-17, 23:40
Davies è un grande, li ha lasciati tutti dietro come nulla fosse ... che guida. Bene anche Melandri direi, terzo malgrado i problemi di guida. Cavolo però Jonny, se gli va male fa il secondo posto .... per il mondiale la vedo molto, ma molto dura.

francesco1199
14-05-17, 09:29
Il mondiale mi sa che è già archiviato per Rea...


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Kaiser
14-05-17, 12:52
Mondiale? Quale monfiale? [emoji23]

Inviato dai peggiori bar di Caracas

Max.
14-05-17, 14:36
Stratosferico Chaz che come ieri ha lasciato tutti indietro (1.46.7 di passo, assolutamente eccezionale). Peccato che ancora ci sia un abisso con Melandri. Rea anche oggi gli è andata male: ha fatto secondo ... ma d'altra parte i Team privati e Honda e Yamaha beccano due secondi al giro e non hanno possibilità di competere per il podio.

Denis
14-05-17, 20:14
Godiamoci ste vittorie e sopratutto questa guida spettacolare di Chaz per il mondiale vedremo....


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black33
14-05-17, 20:25
Doppietta di super ChaZ e io continuo a ribadire che sta panigale è un progetto sbagliato e nato maleee ! ! ! :rotflmao::rotflmao::rotflmao:


PS: per la cronaca la Panighella ha vinto anche in Stock :ya:

Luca91
14-05-17, 20:32
E di Fores 4 con la panigale privata, ne vogliamo parlare?

Questa moto va, il problema è che in alcune piste va di più, in altre ha più limiti...

Il vero problema è Rea...secondo me come pilota è di poco sopra a Davies, ma quel poco gli permette di ragionare ed essere costante (2 come peggior risultato?), mentre Chaz, che corre ogni gara mettendoci il 110%, ogni tanto esagera e non riesce ad essere "ragioniere"...


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MAV72
15-05-17, 10:30
SBK. E’ il momento di cambiare 14 maggio 2017 - A Imola Honda e Yamaha hanno incontrato la Dorna, per richiedere nuove regole che livellino i valori del campionato. Si va verso la centralina unica


Così non si può andare avanti. Lo strapotere Kawasaki, che a stento e solo saltuariamente Ducati riesce ad interrompere, non sta solo togliendo spettacolarità alla Superbike, ma sta anche allontanando le altre case dal mondiale delle derivate dalla serie. Yamaha e Honda, fortemente impegnate nella MotoGP, non possono investire in Superbike quanto la casa di Akashi e lo stesso vale per la Ducati, che per quanto possa contare sullo sponsor Aruba, deve comunque fare i conti con il proprio budget.

Il malcontento quindi non è solo dei tifosi che rimpiangono le gare combattute e spettacolari che in passato hanno fatto la storia e la fortuna della Superbike, ma anche delle case, che chiedono un campionato meno costoso e nello tesso tempo più combattuto.
A Imola Yamaha e Honda hanno rotto il ghiaccio.


Sabato 13 Maggio il Direttore Generale di Yamaha Motor Corporation Eric de Seynes ha incontrato Robert Watherston, Direttore di Honda Motorsport Europe per confrontare i rispettivi punti di vista sull’attuale Superbike. I due si sono trovati d’accordo nel constatare che al momento il campionato si sta allontanando dal suo spirito originario e da quanto la stessa Dorna aveva affermato cinque anni fa, quando si ritrovò a gestire anche la Superbike. Ai tempi Ezpeleta dichiarò che l’intenzione del promoter spagnolo era quella di differenziare in modo drastico i prototipi dalle derivate dalla serie, e che queste ultime avrebbero dovuto avere un costo nettamente inferiore rispetto al passato. La guerra fredda tra Dorna e Flammini aveva pericolosamente avvicinato i due campionati. La tecnologia ed i costi della Superbike erano lievitati a tal punto che le aziende la stavano abbandonando a favore ovviamente della MotoGP, in quanto consideravano giustamente non solo oneroso, ma anche inutile investire così tanto in due campionati che erano diventati molto simili tra di loro.

Se devo spendere tanto lo faccio nel campionato che storicamente gode di maggiore popolarità e visibilità.
E fu allora che a ragione Dorna fece fare una brusca sterzata alla classe regina delle derivate, introducendo le EVO, che avrebbero dovuto abbassare i costi ed avvicinare maggiormente le Superbike alle Stock. In seguito i regolamenti tecnici cambiarono ancora e sull’altare della riduzione dei costi vennero tarpate le ali alla migliore moto del lotto, la sofisticata Aprilia RSV4 che aveva dominato il campionato 2014.
Ma negli anni seguenti la Kawasaki ha continuato ad alzare l’asticella. La casa di Akashi non ha mai smesso di investire, soprattutto sulla parte elettronica della sua Ninja, che nelle mani di Rea è diventata una vera ed imbattibile macchina da guerra.
Siamo tornati ad una tecnologia esasperata, che spazza via non solo i privati, ma anche le altre case che, Ducati a parte, utilizzano moto e soprattutto un’elettronica più vicina alla serie.
E’ arrivato il momento di cambiare.
A Imola i due direttori di Yamaha ed Honda hanno convocato Gregorio Lavilla per manifestare il loro malcontento e per chiedere a Dorna di intervenire per livellare il campionato. Il Direttore Sportivo del World SBK non ha naturalmente potuto dare una risposta alle due case giapponesi, ma si farà portavoce delle loro richieste presso la Direzione del promoter spagnolo.
Al momento la soluzione più plausibile sembra possa essere quella già utilizzata non solo in MotoGP ma anche nel British Superbike, vale a dire l’utilizzo di una centralina unica. Con lo stesso hardware, e soprattutto software, le prestazioni delle moto si livellerebbero di molto ed i costi sarebbero notevolmente inferiori, a tutto vantaggio non solo delle case, ma anche dei team privati, che attualmente non hanno nessuna possibilità di emergere e che di conseguenza rischiano di scomparire.
Siamo solo all’inizio di una trattativa lunga e difficile che coinvolgerà le case produttrici, i team e soprattutto la Dorna, colpevole non solo di non aver mantenuto le promesse, ma di esser stata passiva spettatrice di una situazione che rischia di affossare un campionato che nonostante tutto ha ancora molti appassionati ed estimatori.
Yamaha e Honda hanno gettato un sasso grosso e pesante nel verde stagno della Superbike.

Fonte: SBK. E’ il momento di cambiare - Superbike - Moto.it ([Only registered and activated users can see links])

PanigAlex67
15-05-17, 10:42
Si, Chaz è un DRAGO, non si discute, poi la sua guida straordinaria, il suo carattere da combattente vecchio stile e il suo sforzarsi di parlare in italiano durante le interviste, lo hanno reso senza ombra di dubbio un idolo per il popolo della "Rossa", che dopo Troy e Casey era naufragato in una landa desolata in termini di emozioni da pista. Spettacolare e grande CHAZ!!! Tornando al mondiale, sono d'accordo con voi, il Piranha Rea è un osso durissimo (d'altronde lo si conosceva bene...) da spezzare, è una macchina da punti che non da scampo a nessuno e un pilota eccezionale, solo il nostro Davies riesce a dargli del filo da torcere, altrimenti farebbe tutte le gare del mondiale SBK in scioltezza. Detto ciò, credo che anche quest'anno non ci siano molte speranze per la vittoria finale, ha ipotecato il mondiale al 95%, del resto un pò come lo scorso anno, gran bel pilota, complimenti. :ya:

Luca91
15-05-17, 11:11
SBK. E’ il momento di cambiare 14 maggio 2017 - A Imola Honda e Yamaha hanno incontrato la Dorna, per richiedere nuove regole che livellino i valori del campionato. Si va verso la centralina unica


Così non si può andare avanti. Lo strapotere Kawasaki, che a stento e solo saltuariamente Ducati riesce ad interrompere, non sta solo togliendo spettacolarità alla Superbike, ma sta anche allontanando le altre case dal mondiale delle derivate dalla serie. Yamaha e Honda, fortemente impegnate nella MotoGP, non possono investire in Superbike quanto la casa di Akashi e lo stesso vale per la Ducati, che per quanto possa contare sullo sponsor Aruba, deve comunque fare i conti con il proprio budget.

Il malcontento quindi non è solo dei tifosi che rimpiangono le gare combattute e spettacolari che in passato hanno fatto la storia e la fortuna della Superbike, ma anche delle case, che chiedono un campionato meno costoso e nello tesso tempo più combattuto.
A Imola Yamaha e Honda hanno rotto il ghiaccio.


Sabato 13 Maggio il Direttore Generale di Yamaha Motor Corporation Eric de Seynes ha incontrato Robert Watherston, Direttore di Honda Motorsport Europe per confrontare i rispettivi punti di vista sull’attuale Superbike. I due si sono trovati d’accordo nel constatare che al momento il campionato si sta allontanando dal suo spirito originario e da quanto la stessa Dorna aveva affermato cinque anni fa, quando si ritrovò a gestire anche la Superbike. Ai tempi Ezpeleta dichiarò che l’intenzione del promoter spagnolo era quella di differenziare in modo drastico i prototipi dalle derivate dalla serie, e che queste ultime avrebbero dovuto avere un costo nettamente inferiore rispetto al passato. La guerra fredda tra Dorna e Flammini aveva pericolosamente avvicinato i due campionati. La tecnologia ed i costi della Superbike erano lievitati a tal punto che le aziende la stavano abbandonando a favore ovviamente della MotoGP, in quanto consideravano giustamente non solo oneroso, ma anche inutile investire così tanto in due campionati che erano diventati molto simili tra di loro.

Se devo spendere tanto lo faccio nel campionato che storicamente gode di maggiore popolarità e visibilità.
E fu allora che a ragione Dorna fece fare una brusca sterzata alla classe regina delle derivate, introducendo le EVO, che avrebbero dovuto abbassare i costi ed avvicinare maggiormente le Superbike alle Stock. In seguito i regolamenti tecnici cambiarono ancora e sull’altare della riduzione dei costi vennero tarpate le ali alla migliore moto del lotto, la sofisticata Aprilia RSV4 che aveva dominato il campionato 2014.
Ma negli anni seguenti la Kawasaki ha continuato ad alzare l’asticella. La casa di Akashi non ha mai smesso di investire, soprattutto sulla parte elettronica della sua Ninja, che nelle mani di Rea è diventata una vera ed imbattibile macchina da guerra.
Siamo tornati ad una tecnologia esasperata, che spazza via non solo i privati, ma anche le altre case che, Ducati a parte, utilizzano moto e soprattutto un’elettronica più vicina alla serie.
E’ arrivato il momento di cambiare.
A Imola i due direttori di Yamaha ed Honda hanno convocato Gregorio Lavilla per manifestare il loro malcontento e per chiedere a Dorna di intervenire per livellare il campionato. Il Direttore Sportivo del World SBK non ha naturalmente potuto dare una risposta alle due case giapponesi, ma si farà portavoce delle loro richieste presso la Direzione del promoter spagnolo.
Al momento la soluzione più plausibile sembra possa essere quella già utilizzata non solo in MotoGP ma anche nel British Superbike, vale a dire l’utilizzo di una centralina unica. Con lo stesso hardware, e soprattutto software, le prestazioni delle moto si livellerebbero di molto ed i costi sarebbero notevolmente inferiori, a tutto vantaggio non solo delle case, ma anche dei team privati, che attualmente non hanno nessuna possibilità di emergere e che di conseguenza rischiano di scomparire.
Siamo solo all’inizio di una trattativa lunga e difficile che coinvolgerà le case produttrici, i team e soprattutto la Dorna, colpevole non solo di non aver mantenuto le promesse, ma di esser stata passiva spettatrice di una situazione che rischia di affossare un campionato che nonostante tutto ha ancora molti appassionati ed estimatori.
Yamaha e Honda hanno gettato un sasso grosso e pesante nel verde stagno della Superbike.

Fonte: SBK. E’ il momento di cambiare - Superbike - Moto.it ([Only registered and activated users can see links])


Io, costi a parte, non vedo l'utilità di obbligare le case ad avere una centralina unica, diversa da quella che monterebbero di serie...
L'utilità sarebbe obbligare i produttori a tenere le moto molto più simili al prodotto di serie, non alzando però il costo del prodotto base per inserire tecnologie e aggirare il regolamento...

Prezzo massimo moto di serie: 30.000€
Modifiche concesse per pari valore, così ci metti veramente sospensioni e freni e li si che si vede ma bontà del prodotto di serie...ormai le sbk non hanno nulla, se non le carene e i fari finti, delle moto di serie, a partire dai pesi spostati, modificando posizione di serbatoio e altre masse...se poi iniziamo a parlare di elettronica, non penso che si possano paragonare i due prodotti...

Ovvio che permettere lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi sistemi elettronici permette le case di affinare il prodotto di serie...qui però mi viene da difendere kawasaki che, a differenza delle altre case, ha deciso di non partecipare alla motogp, concentrando i suoi sforzi in sbk....son gli altri produttori che vedono la sbk come un campionato "di ripiego", dove dare in gestione la propria squadra a concessionarie inferiori (bmw e honda) o entrando con investimenti bassi (yamaha)....
L'unica mossa che potrebbero fare è obbligare kawasaki ad investire in motogp...ma sarebbe corretto?
Se diminuiscono drasticamente i costi della sbk non si rischia di avere due categorie stock?

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Dany65
15-05-17, 11:14
Io sono favorevole alla centralina unica e, secondo me, queste SBK devono diventare meno complesse e più vicine alla Stock dove più case e più piloti possono giocarsi la vittoria.
Mi fa ridere che Honda in MotoGP ha lottato contro la centralina unica vista la sua supremazia nel campo. Qui soffre e va a bussare alla porta dell'organizzatore. Yamaha non è da meno...

Luca91
15-05-17, 11:34
Io sono favorevole alla centralina unica e, secondo me, queste SBK devono diventare meno complesse e più vicine alla Stock dove più case e più piloti possono giocarsi la vittoria.
Mi fa ridere che Honda in MotoGP ha lottato contro la centralina unica vista la sua supremazia nel campo. Qui soffre e va a bussare alla porta dell'organizzatore. Yamaha non è da meno...

Infatti l'idea è quella...in motogp "con la centralina unica non possiamo sviluppare il software per i nostri mezzi stradali", in sbk "mettetela perchè loro sono troppo forti e noi non vogliamo spendere soldi in questa categoria..."

In ogni categoria l'impegno finanziario che viene messo va a modificare la competitività...e chi più spende spesso vince di più...
Altrimenti prendiamo una cosa come il "salary cap", dove una quadra non può avere stipendi troppo alti rispetto alle altre e lo inseriamo nelle moto come un "cap investimenti", dove si fissa il tetto massimo a 200/250.000€ e quelli si spendono per lo sviluppo...però poi, contando che i prototipi già hanno lo sviluppo limitato dal regolamento, se facciamo cosi anche le sbk, dove sviluppano i produttori?

MAV72
15-05-17, 11:38
Se diminuiscono drasticamente i costi della sbk non si rischia di avere due categorie stock?

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A mio modesto avviso la Superstock dovrebbe essere la Superbike.

Fermo restando che la spettacolarità delle moto, Sbk o Motogp che siano, non è lontamente paragonabile alla F1 attuale, ieri le gare di Imola della Sbk sono state simili al gp di Barcellona di F1:
dietro Davies e Rea (Ducati e Kawasaki) il nulla.

MAV72
15-05-17, 11:42
Infatti l'idea è quella...in motogp "con la centralina unica non possiamo sviluppare il software per i nostri mezzi stradali", in sbk "mettetela perchè loro sono troppo forti e noi non vogliamo spendere soldi in questa categoria..."

In ogni categoria l'impegno finanziario che viene messo va a modificare la competitività...e chi più spende spesso vince di più...
Altrimenti prendiamo una cosa come il "salary cap", dove una quadra non può avere stipendi troppo alti rispetto alle altre e lo inseriamo nelle moto come un "cap investimenti", dove si fissa il tetto massimo a 200/250.000€ e quelli si spendono per lo sviluppo...però poi, contando che i prototipi già hanno lo sviluppo limitato dal regolamento, se facciamo cosi anche le sbk, dove sviluppano i produttori?

Il fatto è:
La Motogp sono dei prototipi.
La Superbike sono moto di serie "elaborate" per la pista.
Il problema sorge sul termine "elaborate". E non è un questione di "cap investimenti", bensì di cosa vogliamo che sia la Superbike.

Luca91
15-05-17, 12:03
Il fatto è:
La Motogp sono dei prototipi.
La Superbike sono moto di serie "elaborate" per la pista.
Il problema sorge sul termine "elaborate". E non è un questione di "cap investimenti", bensì di cosa vogliamo che sia la Superbike.

L'ideale sarebbe avere un campionato di moto derivate dalla serie (SBK) con investimenti minimi su elettronica e ciclistica, per confrontare il prodotto di serie. Io farei:

-Stock: Moto di serie, con modifiche minime, come se fossero le moto degli amatori della domenica, con una preparazione ciclistica ed elettronica di poco migliorata (quindi investimenti minimi)
-SBK: modifiche limitate a tot. migliaia di €, con interventi limitati come preparazione del motore, dell'elettronica e della ciclistica.

Cosi facendo si apprezzerebbe maggiormente il prodotto di serie, puntando ad ottenere il massimo risultato col minimo investimento...

Dall'altra parte però la motogp dovrebbe avere, sempre con un limite agli investimenti, libertà totale di elaborazione e di modifiche elettroniche (sennò che prototipi sono, se usano tutti la stessa elettronica, lo stesso tipo di motore e telai molto simili?) e perchè no...libertà di gomma?

Cosi avremmo un campionato dove conta il prodotto di serie ed i piloti ed un campionato dove le case potrebbero, sempre rimanendo entro un limite economico, sviluppare le loro tecnologie e vincere grazie agli investimenti...

Sennò arriveremo ad avere una motogp sempre più limitata, per ridurre i costi, ed una sbk sempre più noiosa, per permettere le modifiche...

MAV72
15-05-17, 12:28
-SBK: modifiche limitate a tot. migliaia di €, con interventi limitati come preparazione del motore, dell'elettronica e della ciclistica.



Sono d'accordo, con la speranza che non accada come in F1 dove hanno messo un tetto alle spese, ma le grosse case automobilistiche, come Mercedes, Ferrari o Renault, le camuffano sotto altre voci.

Dany65
15-05-17, 13:31
Il price cap non funziona.
Come già detto più volte da Puccetti o Pedercini, la differenza fra la loro moto e quella del team ufficiale è l'elettronica, ma non i componenti in sé ma chi fa la gestione di tutto il pacchetto. Il team ufficiale porta avanti l'affinamento per un determinato circuito il venerdì è il sabato, la sera passano le informazioni ai team satellite. Ma ogni pilota ha le sue esigenze, quindi il pilota del team satellite non avrà mai un'elettronica per far rendere la propria moto al 100%. Il team Barni è più o meno nella stessa situazione. Non usano più termignoni perché lo sviluppo dell'elettronica viene fatto su Akrapovic.
Con il price cap come si fa a quantificare un lavoro che effettua la casa madre? Ovviamente per i clienti costerebbe il giusto per poter rientrare nel tetto massimo. E comunque il pacchetto migliore rimarrebbe dentro nel team ufficiale.
Il campo dell'elettronica è talmente vasto che imporre qualcosa di uguale per tutti permette di livellare le prestazioni.
Stessa cosa le gomme. Se non ci fosse un unico fornitore le gare sarebbero in mano a chi può disporre del pacchetto migliore.
La MotoGP, nel bene o nel male, ha trovato un equilibrio. Adesso anche un team satellite può lottare per la vittoria, cosa che qualche anno fa era impensabile.
Detto questo, io userei il regolamento Stock per la SBK con centralina unica. Alla fine la stessa cosa è successa nella 600, sparita la Stock in favore della SuperSport con più o meno lo stesso regolamento

MAV72
15-05-17, 14:43
Il price cap non funziona.
Come già detto più volte da Puccetti o Pedercini, la differenza fra la loro moto e quella del team ufficiale è l'elettronica, ma non i componenti in sé ma chi fa la gestione di tutto il pacchetto. Il team ufficiale porta avanti l'affinamento per un determinato circuito il venerdì è il sabato, la sera passano le informazioni ai team satellite. Ma ogni pilota ha le sue esigenze, quindi il pilota del team satellite non avrà mai un'elettronica per far rendere la propria moto al 100%. Il team Barni è più o meno nella stessa situazione. Non usano più termignoni perché lo sviluppo dell'elettronica viene fatto su Akrapovic.
Con il price cap come si fa a quantificare un lavoro che effettua la casa madre? Ovviamente per i clienti costerebbe il giusto per poter rientrare nel tetto massimo. E comunque il pacchetto migliore rimarrebbe dentro nel team ufficiale.
Il campo dell'elettronica è talmente vasto che imporre qualcosa di uguale per tutti permette di livellare le prestazioni.
Stessa cosa le gomme. Se non ci fosse un unico fornitore le gare sarebbero in mano a chi può disporre del pacchetto migliore.
La MotoGP, nel bene o nel male, ha trovato un equilibrio. Adesso anche un team satellite può lottare per la vittoria, cosa che qualche anno fa era impensabile.
Detto questo, io userei il regolamento Stock per la SBK con centralina unica. Alla fine la stessa cosa è successa nella 600, sparita la Stock in favore della SuperSport con più o meno lo stesso regolamento


Condivido molto di quello che dici, soprattutto dove affermi che è difficile quantificare il lavoro fatto a livello di elettronica.
A questo punto, invece della centralina unica, che penalizzerebbe le case costruttrici che vendono moto tecnologicamente evolute, lasciamo l'elettronica di serie senza l'abs.
Tanto il limite dell'omologazione della moto esiste sempre, onde evitare che si possano iscrivere moto come la Desmosedici RR o la Honda RC213V-S.

Luca91
15-05-17, 14:57
Lasciando l'elettronica di serie però non c'è spazio per lo sviluppo....
Il rischio è che si crei un campionato con moto troppo di serie, quindi senza nessun appeal per i costruttori, che non potrebbero comunque sperimentare nuove tecnologie...
Inoltre credo sia parzialmente giusto che tra team ufficiali e team satelliti ci sia un piccolo step di differenziazione, altrimenti i costi di sviluppo e il tempo che i tecnici passano a sviluppare elettronica e modifiche sulle ufficiali dovrebbero essere equamente ripartiti tra i vari team...(e non credo che il costo sarebbe basso...)
Perché se prendiamo la motogp con centralina unica come esempio, non mi pare siano così livellate le prestazioni tra ufficiali e team satellite...e tutta questa competitività, in condizioni ottimali (quindi senza problemi alle gomme e con giornata soleggiata) non ho visto tutta questa competitività, per tutta la durata della gara, da parte dei team satellite... Aggiornamenti e sviluppo elettronico potranno anche essere forniti a tutti, ma non saranno mai al pari dei team ufficiali...

Tornando alle "derivate di serie" e all'elettronica di serie, io come compratore ho paura che, se si dovessero usare la centralina e l'elettronica di serie, i produttori sarebbero portati a migliorare il prodotto di serie (come sta succedendo in questi anni alle jappo), a discapito del prezzo di vendita che subirebbe degli aumenti (Oppure si arriverebbe a fornire la moto "base" con elettronica base e le versioni "premium" coi pacchetti aggiuntivi, o ancora i pacchetti installabili come fa bmw), con un conseguente aumento non indifferente di prezzo anche solo per avere la possibilità di utilizzare livelli avanzati o disattivare controllo di trazione e abs....

Purtroppo la questione è molto complessa...poi bisogna aggiungere la differenza dei piloti...Rea e Davies attualmente sono di un altro pianeta...e per correre in sbk, come in motogp, o sei un fuoriclasse o fai numero...
Pensiamo a Reiterberger, che in sbk hanno silurato con la scusa della forma fisica, tornato in Idm ha subito vinto...o a un Sofuoglu che in ss ormai vince quasi sempre, mentre in sbk non era riuscito ad adattarsi altrettanto bene...

Ci son troppe variabili....bisognerebbe passare giornate intere a stabilire dove e come intervenire per creare un regolamento equo e difficilmente raggirabile e pare che a Dorna della sbk non interessi così tanto da perdere tutto questo tempo....

Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk

MAV72
15-05-17, 15:09
Lasciando l'elettronica di serie però non c'è spazio per lo sviluppo....
Il rischio è che si crei un campionato con moto troppo di serie, quindi senza nessun appeal per i costruttori, che non potrebbero comunque sperimentare nuove tecnologie...
Inoltre credo sia parzialmente giusto che tra team ufficiali e team satelliti ci sia un piccolo step di differenziazione, altrimenti i costi di sviluppo e il tempo che i tecnici passano a sviluppare elettronica e modifiche sulle ufficiali dovrebbero essere equamente ripartiti tra i vari team...(e non credo che il costo sarebbe basso...)
Perché se prendiamo la motogp con centralina unica come esempio, non mi pare siano così livellate le prestazioni tra ufficiali e team satellite...e tutta questa competitività, in condizioni ottimali (quindi senza problemi alle gomme e con giornata soleggiata) non ho visto tutta questa competitività, per tutta la durata della gara, da parte dei team satellite... Aggiornamenti e sviluppo elettronico potranno anche essere forniti a tutti, ma non saranno mai al pari dei team ufficiali...

Tornando alle "derivate di serie" e all'elettronica di serie, io come compratore ho paura che, se si dovessero usare la centralina e l'elettronica di serie, i produttori sarebbero portati a migliorare il prodotto di serie (come sta succedendo in questi anni alle jappo), a discapito del prezzo di vendita che subirebbe degli aumenti (Oppure si arriverebbe a fornire la moto "base" con elettronica base e le versioni "premium" coi pacchetti aggiuntivi, o ancora i pacchetti installabili come fa bmw), con un conseguente aumento non indifferente di prezzo anche solo per avere la possibilità di utilizzare livelli avanzati o disattivare controllo di trazione e abs....

Purtroppo la questione è molto complessa...poi bisogna aggiungere la differenza dei piloti...Rea e Davies attualmente sono di un altro pianeta...e per correre in sbk, come in motogp, o sei un fuoriclasse o fai numero...
Pensiamo a Reiterberger, che in sbk hanno silurato con la scusa della forma fisica, tornato in Idm ha subito vinto...o a un Sofuoglu che in ss ormai vince quasi sempre, mentre in sbk non era riuscito ad adattarsi altrettanto bene...

Ci son troppe variabili....bisognerebbe passare giornate intere a stabilire dove e come intervenire per creare un regolamento equo e difficilmente raggirabile e pare che a Dorna della sbk non interessi così tanto da perdere tutto questo tempo....

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Ti rispondo per punti:
Lo spazio per lo sviluppo c'è in Motogp.
La Superbike deve essere la vetrina delle moto di serie, le loro prestazioni, la loro affidabilità.
Con l'elettronica di serie si darebbe fiato ai team satelliti e ai loro piloti che oggi fanno troppo da contorno.
Così facendo un Haslam, un Giuliano non sarebbero emigrati. Ci sarebbero più moto competitive per un numero di piloti maggiore.
I prezzi della vendita non crescerebbero vertiginosamente perché c'è un limite di omologazione per gareggiare in Superbike, proprio per evitare che moto come la Honda RC213V-S possano competere.

MAV72
15-05-17, 15:17
Anche perché mi viene tanto il dubbio che Dorna abbia voluto fornire a tutti i costruttori una vetrina:
Ha tarpato le ali alla RSV4 in Superbike, perché tanto l'Aprilia è entrata in Motogp, e contestualmente ha lasciato a Kawasaki, che in Motogp è assente, di sviluppare "oltre ogni limite" la sua elettronica sulla ZX10R.

Dany65
15-05-17, 15:24
Senza toccare l'elettronica puoi affinare un sacco di cose. In MotoGP con centralina unica non mi sembra che le moto si siano fossilizzate, anzi, il loro sviluppo è continuo e di anno in anno le prestazioni migliorano. Centralina unica non vuol dire che tutte le moto diventano uguali e vanno alla stessa maniera, si limitano solamente le aree e i parametri di intervento. Vedi il famigerato "torsiometro" della Honda. Con un sensore in più facevano la differenza sugli avversari... tolto quello hanno iniziato a soffrire e hanno impiegato un po' di tempo per ritornare ad essere competitivi ogni domenica.
Altro aspetto, pensa a Ducati. Centralina uguale per tutti, loro hanno iniziato a sviluppare l'aereodinamica. E qui si apre un altro scenario.
In MotoGP la situazione non si è livellata? Guarda Yamaha. In Tech3 usano le moto 2016, due piloti rookie... in queste prime gare non mi sembra che abbiano sfigurato, potenzialmente sono a ridosso del podio e sono alla loro prima stagione. La Honda LCR? Crutchlow è sempre lì a ridosso degli ufficiali. Le Ducati private non hanno questi "fulmini" di piloti ma ogni tanto dicono la loro. E consideriamo sempre che i top rider sono sulle selle ufficiali, non mi sembra di vedere "fenomeni" su moto inferiori.
Il discorso Haslam, Giugliano e Reiterberger lascia il tempo che trova. Haslam è sì un buon pilota ma non è un pretendente al titolo... Giugliano idem, anzi, Melandri porta tutte le domeniche la moto al traguardo e piuttosto avanti. Reiterberger ha vinto sì ma nel campionato IDM... casa sua e il livello è basso.
Cmq basta vedere la Stock1000. Alla fine tutte le marche dicono la loro e possono lottare per la vittoria, nella SBK no. La differenza più grande? L'elettronica...

MAV72
15-05-17, 15:44
Cmq basta vedere la Stock1000. Alla fine tutte le marche dicono la loro e possono lottare per la vittoria, nella SBK no. La differenza più grande? L'elettronica...


Ecco perché per me la Superbike dovrebbe essere la Superstock attuale.
Se Ducati o Aprilia hanno fatto delle stradali "fenomenali" è giusto che in pista vadano meglio di altre marche se sfruttate al massimo del loro potenziale da piloti professionisti.
Il mio concetto è semplice:
Hai fatto un'ottima moto supersportiva? Bene, corri con quella, niente di più, niente di meno.
Perché devo uniformare l'elettronica più raffinata di una Panigale o una RSV4 a quella di una ZX10R?
Come le giapponesi si sono adeguate agli standard di Ducati e Aprilia con la componentistica, lo faranno anche sul versante elettronica e telaio.
I prezzi non lieviteranno più di tanto perché c'è il fattore omologazione a tenerli bassi.

Luca91
15-05-17, 16:03
In motogp honda era contraria alla centralina unica, proprio perchè, essendo il loro punto forte, volevano avere libero sviluppo, per provare nuove tecnologie che poi avrebbero potuto travasare nel prodotto di serie (anche se l'elettronica honda poi non mi pare sia la migliore a livello stradale...a differenza della piccola Aprilia che con l'APRC riceve solo lodi...)

Sarei d'accordo pure io con le moto "quasi di serie"...il problema è che:
1) Le case se non possono fare modifiche storcono il naso
2) I "tifosi" vogliono moto "veloci" (e dico tifosi, non appassionati del motociclismo per un motivo valido), motivo per il quale molti guardano solo la motoGP (spesso ho sentito gente paragonare la SBK ad una "Serie B"), quindi meno modifiche = moto meno veloci = meno "appeal" per "l'occasionale", quindi meno pubblico e meno introiti...e questo Dorna lo sa...
3) Se mettessimo Rea e Davies a correre sulla ninja zx10rr e la panigale r di serie, probabilmente cercherebbero una sella in motogp, anche in un team satellite, sentendosi "snobbati" da una categoria penalizzata dalla vicinanza al prodotto di serie...(perchè se è vero che è bello vincere, l'adrenalina di posare il culo in moto simili a prototipi, capaci di fare tempi impensabili fino a qualche anno fa, penso faccia la sua parte...)

Dany65
15-05-17, 16:36
Io la vedo così
1) Non si tratta di vietare le modifiche ma di limitare le aree di intervento
2) I "tifosi" vogliono lo spettacolo, non gare monotone. Quando sono i soliti due nomi a giocarsi la vittoria la gente guarda altrove. È così per tutti gli sport. In più perdono interesse costruttori e sponsor.
3) Rea e Davies possono solo che stare in SBK perché per loro non c'è spazio in MotoGP. Lo sfizio Rea se l'è già tolto, ora se lo vorrà togliere Davies ma a 30 anni dove vai? Farà la sua comparsa come, ad esempio, Laverty e ritornerà in SBK

crazybiker
15-05-17, 18:13
Tra un po' faranno la griglia di partenza estratta a sorte...il problema sarà trovare la vergine immacolata per l'estrazione dei posti tra le ombrelline ahahha


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Kaiser
15-05-17, 21:55
Io farei correre le moto di produzione esattamente come la trova in concessionaria chiunque di noi.

Inviato dai peggiori bar di Caracas

MAV72
16-05-17, 09:28
Io farei correre le moto di produzione esattamente come la trova in concessionaria chiunque di noi.

Inviato dai peggiori bar di Caracas


Perfettamente d'accordo.
La Superbike dev'essere quanto di più vicino alla produzione di serie.

Al contrario le Motogp, in quanto prototipi, devono essere libere. Niente centralina unica, ma massima ricerca tecnologica.
E' dalla ricerca sulle Motogp che discende la tecnologia per le moto stradali.

Denis
30-05-17, 11:15
scusate ma delle gare SBK di domenica scorsa si è deciso di non parlarne dopo l'incidicene di Hayden?

MAV72
30-05-17, 16:59
scusate ma delle gare SBK di domenica scorsa si è deciso di non parlarne dopo l'incidicene di Hayden?

Chiedo venia.
Francamente non ero nello spirito giusto.

Denis
30-05-17, 17:13
Chiedo venia.
Francamente non ero nello spirito giusto.
no no figurati credevo solo che mi fossi perso una qualche decisione dopo l'accaduto, tranquillo !